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Disaster recovery non è un piano d’emergenza. È quello che costruisci ogni giorno.

La telefonata che non vorresti mai ricevere

Sono le 4.50 di giovedì 21 maggio 2026.

Il telefono del nostro CEO squilla. È l’amministratore di condominio: “C’è stato un incendio nei vostri uffici. I vigili del fuoco sono dovuti entrare sfondando la porta.”

Qualche secondo di incredulità. Avvisa la socia. Poi il cervello comincia a farsi domande, cosa sarà successo, cosa troveremo, cosa sarà rimasto. Si arriva sul posto.

La scena è “apocalittica”: persone sconosciute dentro casa nostra, l’acqua dello sprinkler ovunque, fuliggine su ogni superficie e danni visibili. E il rack con i server: inondato.

Per un’azienda IT, quella è l’immagine del disastro. Il rack con i server è il cuore fisico di tutto. Hardware, dati, anni di lavoro, tutto lì, sotto l’acqua.

Eppure, in quel momento, il primo pensiero non è stato “i dati”. Non è stato “come ripartiamo”. Non è stato “dobbiamo bloccare le attività”.

Il primo pensiero è stato: ripulire e ripartire. Il secondo: speriamo che i condomini non abbiano subito disagi.

Non è incoscienza. Non è indifferenza verso quello che era andato distrutto. È la conseguenza diretta di anni passati a costruire un’infrastruttura pensata esattamente per questo: per fare in modo che un disastro fisico non diventasse un disastro operativo.

I dati erano al sicuro. I server erano pezzi di ferro sostituibili. Gli uffici erano un posto da cui lavorare, nel nostro caso, per fortuna, uno dei tanti possibili.

Questo incidente ci ha bloccati? Qualche ora di disorientamento, sì. Ma solo qualche ora. Già dal pomeriggio dello stesso giorno, tutto il team di Easy Pc e NES Srls era operativo.

Cos’è successo quella notte

La causa dell’incendio non è stata quella che chiunque avrebbe immaginato. Non un cavetto fuori posto, non un computer rimasto acceso, non una ciabatta in cortocircuito. Il responsabile della sicurezza è uno che rimprovera tutto il team per ogni minima irregolarità e quella notte non c’era nulla di irregolare.

La causa è ancora oggetto di accertamento ma quello che conta, per questa storia, è quello che è successo dopo.

Lo sprinkler ha fatto il suo lavoro: ha limitato i danni da incendio. Ma nel farlo ha allagato il locale server. Hardware danneggiato, uffici inutilizzabili, squadra svegliata nel mezzo della notte.

Scenario peggiore per qualsiasi azienda ma è uno scenario gestibile per chi, come noi, aveva costruito l’infrastruttura nel modo giusto.

Perché eravamo già pronti?

Quello che ha permesso alle nostre aziende, Easy Pc e NES Srls di tornare operative in poche ore non è stato un intervento eroico o improvvisato dell’ultimo momento. È stato il risultato di scelte tecnologiche fatte nel tempo, applicate con coerenza, le stesse scelte che consigliamo ogni giorno ai nostri clienti.

1. I dati erano solo una delle copie

Il rack inondato conteneva hardware. Ma i dati non vivevano solo lì. L’infrastruttura era progettata con ridondanza: copie dei dati distribuite su ambienti separati, fisicamente e geograficamente distinti. Il server fisico era un nodo, non il punto unico di presenza dei dati.
Quando diciamo ai nostri clienti che un backup non testato non è un backup, lo diciamo perché lo sappiamo e questo incidente ce lo ha fatto vivere in prima persona. I nostri backup erano attivi, aggiornati e verificati. I dati erano al sicuro.

2. Il cloud come infrastruttura operativa, non solo come storage

Email, documenti, strumenti di collaborazione, gestione dei progetti: tutto era già sul cloud. Microsoft 365, SharePoint, OneDrive e Teams ha garantito che ogni dipendente potesse lavorare da qualsiasi dispositivo, da qualsiasi posizione, senza dipendere dall’ufficio fisico.

Non era un piano di emergenza attivato quella notte. Era il modo normale di lavorare e quella normalità si è rivelata la più efficace delle protezioni.

3. Wildix e x-bees: nessuna comunicazione interrotta

Uno degli aspetti più critici in una situazione di emergenza è la comunicazione con clienti, fornitori e team. Un centralino telefonico tradizionale, fisicamente installato in ufficio, quella notte sarebbe diventato inutilizzabile.

Noi utilizziamo e proponiamo ai nostri clienti la piattaforma Wildix e x-bees: una soluzione di Unified Communications & Collaboration completamente in cloud, che integra voce, video, chat, meeting e collaboration in un unico ambiente accessibile da qualsiasi dispositivo e da qualsiasi posizione.

Numeri aziendali, gruppi di risposta, code di chiamata, instradamento intelligente: tutto vive sulla piattaforma cloud, non sull’hardware fisico dell’ufficio. Il giorno stesso dell’incendio, le chiamate in entrata arrivavano normalmente ai telefoni del team ovunque si trovassero. I clienti hanno chiamato, qualcuno ha risposto, il lavoro è continuato.

Per i clienti, non è cambiato nulla. Non lo sapevano e non dovevano saperlo.

4. Il cloud privato per i dati sensibili

Non tutto vive sul cloud pubblico. I dati più sensibili, i sistemi più critici, sono ospitati su un cloud privato, un ambiente dedicato, con controllo diretto sulle configurazioni e sulla sicurezza. Anche questo ambiente era intatto: fisicamente separato dall’ufficio, non toccato dall’incendio.

La combinazione di cloud pubblico per gli strumenti operativi e cloud privato per i dati critici, il modello ibrido di cui parliamo spesso, si è dimostrata esattamente quello che è: la scelta giusta per chi vuole flessibilità senza rinunciare al controllo.

5. GitLab e la continuità dello sviluppo

Per NES Srls, che si occupa di sviluppo software, la continuità del codice sorgente era critica. GitLab, ospitato in cloud, ha garantito che nessuna riga di codice fosse a rischio. Il repository era intatto, accessibile, versionato. Il team di sviluppo ha ripreso a lavorare senza perdere nulla.

6. Zoho e la gestione operativa

CRM, ticketing, gestione dei progetti, fatturazione: tutto su Zoho, in cloud. Nessun dato operativo dipendeva dall’hardware fisico dell’ufficio. La gestione delle relazioni con i clienti, delle attività in corso e degli impegni presi era accessibile da qualsiasi dispositivo.

7. La mentalità “l’hardware è ferro, i dati sono il vero valore”

Forse il fattore più importante non è tecnico. È culturale.

In Easy Pc lavoriamo da anni con la convinzione che l’hardware sia sostituibile, è ferro, si acquista di nuovo, mentre i dati e la continuità operativa sono il vero valore da proteggere. Questa convinzione non è rimasta un principio teorico: ha guidato ogni scelta infrastrutturale, ogni investimento, ogni configurazione, ogni giorno.

Quella notte, quella convinzione ha fatto la differenza tra un’azienda ferma e un’azienda operativa.

Cosa abbiamo imparato?

Sarebbe ipocrita fingere che non sia stato un colpo duro. Lo è stato. Gli uffici distrutti, l’hardware da sostituire, i danni da gestire, le pratiche assicurative da seguire: tutto questo ha un peso, pratico ed emotivo.

Ma c’è una differenza enorme tra un disastro che ferma un’azienda e un disastro che la danneggia senza fermarla. Quella differenza si costruisce prima e non nel momento dell’emergenza.

Quando parliamo ai nostri clienti di business continuity, di backup, di cloud, di infrastrutture ridondanti, non lo facciamo per vendere servizi. Lo facciamo perché sappiamo, e ora lo sappiamo ancora più concretamente, che la differenza tra “siamo stati fermi due settimane” e “eravamo operativi nel pomeriggio” dipende da scelte tecnologiche fatte con cura, prima che succeda qualcosa.

Nessuno pensa che capiterà a loro. Anche noi non ci pensavamo e ci occupiamo di questo ogni giorno. Eppure, è capitato.

“Ciò che non ti uccide ti fortifica. Noi siamo sulla via dell’immortalità.” Ha scritto il nostro CEO Dario Pizzato nel suo post su Linkedin.

E adesso siamo qui, più convinti di prima, per aiutare le aziende a costruire quella stessa solidità.

Vuoi sapere se la tua azienda reggerebbe a uno scenario simile?

Non serve un incendio per scoprirlo. Basta analizzare l’infrastruttura esistente: backup, cloud, ridondanza, piano di continuità operativa.

In Easy Pc valutiamo la situazione attuale della tua azienda e ti proponiamo la soluzione più adatta alle tue esigenze.